Una Juve in cui credere

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A cura di Claudio Zuliani

Cari amici, abbiamo trascorso gli ultimi due anni ad inseguire un sogno cancellato e sepolto per 24 lunghissimi mesi da giudici frettolosi e da un NUOVO PALAZZO che somiglia molto al vecchio.
Finalmente siamo tornati là dove ci spetta; competittivi in campionato e con uno sguardo sull’Europa che conta. Io sono ottimista di natura ma naturalmente non ho le fette di prosciutto sugli occhi.
Lo tsunami che ci ha colpito ha portato la proprietà della Juventus, che non ha più nulla da spartire con la vecchia, a un cambio dirigenziale ma anche direzionale. Niente budget importante, niente investimenti sui cosiddetti campioni stellari. L’investimento base per il nostro futuro è concentrato sul nuovo stadio e sulla costruzione di giovani campioni fatti in casa o scippati alle squadre estere. Da questo punto di vista sono molto contento e soddisfatto: Giovinco, De Ceglie e Marchisio sono i primi frutti di anni di semina cominciati con la ditta Moggi/Ceravolo. La differenza è però sostanziale: prima i giovani venivano costruiti e formati per vincere il torneo di Viareggio e/o il campionato primavera e venivano successivamente convogliati in provincia per non fare più ritorno alla base o inseriti in trattative per arrivare a giocatori di seconda fascia utili per la panchina. Adesso il vento è totalmente opposto e si cerca di costruire la juventus del futuro in casa senza spendere soldi ed energie alla rincorsa del nome straniero. Naturalmente questo processo è lungo, insidioso e non è detto che porti al successo nel breve periodo, ma a lungo termine ne godremo tutti.
Per restare all’attualità sono rimasto un po’ sorpreso dal cambio in corsa del nostro mercato deciso da Ranieri. Non piu’ il regista davanti alla difesa (Xabi Alonso) che tanto abbiamo cercato per limitare alcune pecche della passata stagione, ma il mediano capace di fare muro e con dei piedi discreti (Poulsen). Speriamo paghi anche se io avrei preferito maggior classe e fantasia. Mi rendo conto delle paure del nostro allenatore che quest’anno si gioca tutta la sua credibilita’: vincere o fallire!
Non avendo trovato sul mercato un grande difensore ha pensato di proteggere la difesa con un mediano capace di sopperire alle assenze varie di Sissoko e Zanetti. La stagione è lunga e la juventus gioca su più fronti ma ha finalmente una rosa competitiva con i doppioni in ogni ruolo.
Forse saremo meno forti di altre squadre dal punto di vista spettacolare e qualitativo ma penso che siamo un formazione granitica e compatta molto più avanti nella preparazione e nell’idea di gioco e schemi riapetto alle milanesi. Paradossalmente potremmo, come dice Buffon, esser più competitivi in Champions che in campionato ma a me piacerebbe molto di più vincere lo scudetto. Se sono sogni di mezza estate o realtà lo vedremo a fine anno. Per ora siamo pariti bene sia in Champions che in campionato anche se il gol di Gilardino più che da polli lo abbiamo preso da PIRLA!

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2 Risposte to “Una Juve in cui credere”

  1. treze1968 Says:

    grazie claudio….

  2. delpi78 Says:

    Claudio grazie della mano che ci hai dato, i consigli sono ben accetti

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