Magia di Alex e si torna a vincere in Europa

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A distanza di due lunghi anni siamo tornati a sentire quel motivetto prima della partita. A me personalmente è venuta la pelle d’oca, è stato bellissimo vedere quei bambini che agitavano il telone con il simbolo della Champions, guardavo tutta la gente intorno e sulle loro facce leggevo la parola FINALMENTE.

Non abbiamo surclassato l’avversario, o tenuto in mano il gioco per 90 minuti, ma siamo stati in grado di arginare le folate offensive dello Zenit che nel recente passato ha fatto vittime illustri (Manchester United, Bayern Monaco e Rangers Glasgow). La linea difensiva è stata impeccabile: Grygera, Legrottaglie e Chiellini non hanno praticamente sbagliato nulla, mentre per Molinaro (uscito tra i fischi nella ripresa per De Ceglie, ottimo esordio il suo, nel giorno del suo compleanno) discorso a parte, avrà sicuramente risentito dell’esordio in coppa.

Per i primi 20 minuti il pallino del gioco è in mano ai russi che in alcune occasioni ci hanno fatto sudare, ma poi piano piano siamo venuti fuori: prima un colpo di testa di Trezeguet su cross di Del Piero (uscito di poco) e poi un palo centrato da Camoranesi sempre su cross di Del Piero. Al riposo andiamo sullo 0-0.

Nella ripresa il gioco latita, non è stata una partita con tante occasioni, solo una volta i russi ci mettono in seria difficoltà, ma si erano dimenticati che il nostro portiere è Buffon, che chiude molto bene lo specchio della porta, con un’uscita bassa. La Juve va vicina al gol con Poulsen, che con un colpo di testa mette in seria difficoltà il portiere russo Malafeev.

Ma al 31° l’arbitro fischia una punizione dai 25/30 metri, il Capitano prende la palla, la posa sull’erba e poi disegna una parabola befferda che s’insacca alle spalle di Malafeev. E’ il delirio, tutto lo stadio aspettava questo momento e l’aspettava anche Alex, che per l’occasione ha cambiato la sua solita esultanza (la lingua di fuori, stile Micheal Jordan) per fare una capriola.

Nella restante parte di gara, il centrocampo ha eretto la diga. Se nella prima parte sia Poulsen che Sissoko hanno sbagliato molto, nell’ultimo quarto d’ora sono stati insuperabili ed effettuavano anche delle giocate di fino.

Al triplice fischio tutto lo stadio è in piedi ad applaudire la VECCHIA SIGNORA e tutti i giocatori sono al centro del campo ad applaudire noi. E’ stato un ringraziamento reciproco per quello che abbiamo passato, perchè chi c’era stasera c’era anche contro il Frosinone.

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Sul nostro sito potete vedere le foto di Juventus-Zenit vista dalla Curva Nord VAI AL SITO

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