Paura…Emozione…Gioia

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Prima di iniziare a descrivere quello che ho provato martedì sera voglio fare a nome dello Juventus Club Meda le condoglianze alle famiglie delle vittime dell’incidente stradale avvenuto martedì pomeriggio mentre lo Juventus Club Neuchatel veniva a vedere la partita.

Si, la mia giornata martedì è stata scandita da questi tre stati emozionali: la paura, perchè dopo le 2 sconfitte (Palermo e Napoli) non era facile incontrare il Real Madrid, l’emozione, perchè lo stadio era strapieno già mezz’ora prima che cominciasse la partita, quando di solito, fino a 5 minuti dall’inizio, si trova sempre qualcuno in pizzeria, ed in fine la gioia perchè… perchè sapete tutti com’è finita.

Già in pizzeria si sentiva nell’aria che non era la solita serata, la gente era tesa e fremeva per entrare all’interno dello stadio. Io, insieme ad altri soci del club, mi sono seduto in pizzeria per mangiare, ma, per via della paura di una sconfitta, si parlava di tutto ma non si è toccato l’argomento “PARTITA”. Alle 20 e 10 sull’angolo, di solito affollatissimo, non c’era più nessuno; dallo stadio si elevavano cori nei confronti della juve e contro Cannavaro. Ho aspettato ancora 2 amici per dar loro il biglietto e poi sono entrato.

Una volta dentro, mi è mancato per un attimo il fiato: lo stadio era gremito, ho fatto le foto di rito allo striscione e, non senza difficoltà, ho raggiunto gli altri ragazzi del club. Quando è partito l’inno della juve tutto lo stadio l’ha cantato: il ritornello, con la parola JUVE senza musica, era assordante e faceva venire la pelle d’oca.

L’inizio della partita è stato arrembante da parte nostra e questo ha galvanizzato i ragazzi in campo che dopo 5 minuti ci hanno regalano la prima gioia: tunnel di Amauri a Cannavaro e dai 25 metri il capitano ha fatto partire un tiro forte e preciso che si è insaccato. In quel momento la situazione è precipitata, non si capiva più niente: si ricevevano abbracci da qualunque persona, da gente che non avevi mai visto ma, in quel momento, si esprimeva la liberazione di 2 anni. Ho visto con i miei occhi ragazzi piangere e crearsi gruppi di 20 persone che si abbracciavano come succede di solito in campo. Passato questo attimo è cominciata la sofferenza con le sigarette che si accendevano in continuazione, persone che ad ogni punizione incrociavano le dita… perchè alla fine era il Real Madrid, una squadra piena di campioni che può farti gol in qualsiasi momento.

Quando l’arbitro ha dato 3 minuti di recupero il tempo si è fermato: erano interminabili, non finiva mai, poi, nell’attesa generale, si è sentito il triplice fischio e lì è nuovamente espolosa la nostra gioia. E’ stato bellissimo vedere tutta la squadra che ha salutato il pubblico e ci batteva le mani perchè anche noi martedì sera siamo stati da Champions League.

Sul nostro sito ufficiale potete trovare numerose foto della serata.

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